28 Nov 2014

Scilla la ninfa dello Stretto


Si narra che Scilla fosse una meravigliosa ninfa. Durante una delle sue consuete passeggiate sulle spiagge di Zancle, l’attuale Messina, la fanciulla incontrò Glauco, dio marino mezzo pesce e mezzo uomo, che si innamorò di lei. Rifiutato, Glauco chiese alla maga Circe una pozione d’amore per conquistare Scilla, ma la maga si invaghì di lui e, offesa, decise di vendicarsi preparando un fluido da versare nella sorgente in cui Scilla faceva il bagno. Così, quando la ninfa si immerse, la metà inferiore del suo corpo si trasformò; cani con un’orrenda bocca a tre file di denti appuntiti e con colli lunghi come serpenti ne cingevano la vita. Divenuta un mostro, la ninfa si nascose in un antro della costa calabra. Dall’altra parte, sulla sponda siciliana dello Stretto, viveva invece Cariddi, trasformata in mostro marino da Zeus, punita per aver rubato dei buoi a Eracle. Cariddi ingoiava e sputava l’acqua del mare tre volte al giorno provocando terribili gorghi mentre Scilla dall’altra sponda seminava il terrore tra i naviganti. Ma niente paura, questa è un’altra storia! Scilla non terrorizza più i naviganti, semmai, con la bellezza del suo territorio, si impegna al massimo per soddisfare i tantissimi visitatori.

Verdi e scoscese pendici rocciose scendono dirette a bagnarsi nelle acque cristalline del Tirreno, una delle tante magie mediterranee. Dall’altra parte del mare, sullo sfondo, il pilone, quello siciliano, e Ganzirri col suo lago. In mezzo, tra Scilla e Cariddi - è proprio il caso di dirlo -, qualche grande nave o con un po’ di fortuna una spadara; poi, verso nord, il mare aperto. Questo è il suggestivo dipinto in cui va ad incastonarsi Scilla, questa è la tela variopinta dello Stretto di Messina ammirata dalla prospettiva di uno dei borghi più belli e colorati d’Italia.

Scilla, dicevamo, con la sua rocca che la controlla, con la sua baia così sinuosa e morbida da non sembrare reale, una curva perfetta, quasi un sorriso di Madre Natura. Con le sue barche di legno colorate e il porticciolo, con sua sorella minore alle spalle, Chianalea, località nel novero dei borghi più belli d’Italia. L’antica Chianalea, un autentico gioiello tra i cui vicoli si può ancora percepire il respiro del tempo. Un tempo fermo che non ha mai perso un battito e che riesce a prendersi ancora tutto il tempo che può, restituendoci intatto l’incantesimo di luoghi caratteristici come pochi altri, tutti da scoprire.

I colori delle case addossate a se stesse e adagiate al grembo dell’imponente dorsale appenninica, gli ardimentosi vitigni terrazzati della vicina Costa Viola che si possono ammirare soltanto quaggiù - colture quasi ingegneristiche -, così come solo da queste parti se ne può gustare il vino corposo. Le tradizioni forti, i sapori di sempre e una virale spontaneità che diventa timbro inconfondibile; queste le tante anime di un borgo di struttura e cultura tipicamente tirreniche, mediterranee.

Tutto questo e tanto altro è Scilla e, per chi amasse viaggiare, non ci pare poco. Persino Ulisse, il viaggiatore dei viaggiatori, si narra fosse passato da qui. Ammaliato dalle sirene, tra Scilla e Cariddi appunto, ha temprato il suo spirito in una delle tante prove di viaggio, solcando quello stesso mare che ogni anno nella stagione estiva brulica di turisti, si colora di ombrelloni e odora di tradizione, tra un piatto di pescespada alla griglia e una passeggiata indimenticabile tra le calle di Chianalea, che è festa di luci gialle e scrigno di tradizione, tra reti di pescatori e deliziosi palazzotti seduti sul mare.

Scilla deve il proprio nome all’Oppidum Scyllaeum, una fortezza dell’entroterra aspromontano sorta in epoca magnogreca, per opera di Anassilao, tiranno di Reggio. Nelle vicinanze, solo una manciata di chilometri più a nord, è possibile visitare la tranquilla spiaggia di Favazzina o scoprire verso l’interno il vicino Aspromonte con la panoramica Melia e le Grotte di Tremusa.   

Il Castello Ruffo è il simbolo scillese.Nato come fortificazione sulla rupe a cui si aggrappa la cittadina, fu conteso tra i Tirreni e i tiranni di Reggio fino al III secolo a. C. Più avanti divenne fortezza romana contro Punici e Bruzi mentre in età bizantina fu sede di una comunità monastica e poi trampolino normanno per salpare alla conquista della Sicilia. In epoche recenti divenne la dimora dei Ruffo contesa da inglesi, francesi, borbonici e garibaldini. Oggi è sede di eventi culturali e vi si accede da un grande portale in pietra sormontato dallo stemma nobiliare della famiglia. Strutture degne di nota sono pure la Chiesa di San Rocco, risalente al XV secolo e situata nel quartiere di San Giorgio, e la Chiesa dello Spirito Santo, datata 1752, e situata a Marina Grande.  Tra i monumenti da visitare, con un pizzico di sano romanticismo, sarebbe giusto inserire latipica barca a remi usata fino agli anni cinquanta per la pesca del pescespada. La spadara, un’imbarcazione a motore con una lunga passerella a prua e un’alta torretta centrale per l’avvistamento.

A pochi chilometri da Reggio Calabria, Scilla non significa soltanto ombrelloni e bella stagione, è la soluzione ideale per una gita fuori porta o per un piacevole week end in qualsiasi periodo dell’anno.

Scilla, grazie alla sua vocazione e a tutto ciò che vi abbiamo raccontato, vive di turismo. Tra le varie strutture recettive presenti nella cittadina, una menzione di merito spetta al Sunshine, Bed and Breakfast insignito del prestigioso riconoscimento di operatore di prima categoria. La struttura, inaugurata nel 2013, si sviluppa su tre livelli, ognuno dei quali ospita un’elegante e confortevole camera indipendente. Al pianterreno, a 95 passi dal mare - come si può leggere sul sito www.sunshinescilla.com - troviamo la camera matrimoniale Sole Luna. Al primo piano, a 95 passi dal mare ma con l’aggiunta di qualche scalino che regala affaccio e panorama, si colloca invece la matrimoniale Rosa dei Venti. Al secondo piano è possibile fruire di una camera tripla, la Tramonto. Il soggiorno al Sunshine offre al turista la possibilità di escursioni guidate alla scoperta del Parco Nazionale dell’Aspromonte, di voli in parapendio, di crociere giornaliere verso le Isole Eolie, di immersioni subacquee per ammirare i sorprendenti e colorati fondali tirrenici. Antony, il proprietario, vi aspetta a Scilla di fronte a quel mare pieno di voci e quel cielo pieno di visioni, dove le onde greche vengono a cercare le latine, volendocitare qualcuno che di bellezza, poesia ed eccellenze se ne intendeva.

(Photo via web)

Emanuele Valere by KissItaly

 


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