11 Mar 2014

Passeggiando tra la Grande Bellezza


Criticato o esaltato, piaciuto o no, la Grande Bellezza è indubbiamente un film che affascina per la sua fotografia e la cura dei particolari, capace di mettere in risalto i già meravigliosi scenari romani.

Tra i protagonisti del film e la “protagonista Roma”, si crea un interessante dualismo basato sul contrasto tra seducente e deprimente, magnificenza e squallore; alla città eterna nel film di Sorrentino viene chiesta la complicata missione di superare con la sua bellezza le brutture dei protagonisti.

Sarà proprio su queste bellezze architettoniche, culturali e naturali che ci concentreremo per fare un giro a spasso per Roma e per i luoghi del film.

Già dalle scene iniziali si nota la cura estetica della fotografia e l’appassionato ritratto che ha voluto comporre il regista.

La casa del protagonista Jep è un attico al centro di Roma, che più che affacciarsi sull’anfiteatro Flavio ne sembra far parte; da qui vengono messe in luce le vedute panoramiche sui Fori imperiali e sul Circo Massimo e sullo stesso Colosseo creando scenari e viste mozzafiato .

Le ricercate scene del film fanno scoprire scorci e posti di Roma conosciuti solo ai pochi, come Palazzo Spada che cela all’interno la galleria prospettica ideata da Borromini, realizzata tra il 1652 e il 1653, la galleria è un eccezionale gioco prospettico tipico del periodo barocco.

Terminata l’illusione, è possibile visitare, all’interno delle sale, la Galleria Spada dove è custodita la collezione privata del cardinale Bernardino Spada comprendente dipinti, sculture antiche, arredi e mobili d’epoca.

Molto più conosciuta, invece, è la Villa del Priorato di Malta, sull’Aventino e che cela al suo interno la spettacolare veduta del “cupolone attraverso il  buco di una serratura”; i giardini e le siepi del priorato stesso fanno da cornice a questa straordinaria vista.


Un passaggio obbligatori va fatto su Palazzo Braschi, cuore del Rinascimento romano tra Piazza Navona e Corso Vittorio Emanuele che dal 2002 è sede del Museo di Roma, e sul Tempietto di San Pietro in Montorio, costruzione a pianta circolare sul Gianicolo, accanto al quale il protagonista si sofferma lentamente, quasi per consentire al pubblico di assaporare l’opera al meglio .

La costruzione fu commissionato a Bramante dal Re e viene considerato uno degli esempi più significativi d'architettura rinascimentale, di cui esemplifica alcuni dei temi fondamentali, come la pianta centrale, la ripresa dell'architettura romana antica e la ricerca proporzionale e geometrica nel rapporto tra le parti.

Dal Gianicolo ci spostiamo al Pincio, accanto a Trinità dei Monti per ammirare Villa Medici e i suoi Giardini, un vero e proprio museo a cielo aperto, nei quali l’Accademia di Francia (qui ospitata) organizza festival ed eventi.

A partire dal 1803, infatti,Villa Medici cambiò da palazzo privato, seconda residenza della famiglia Medici, divenne la sede di una Accademia, destinata ad accogliere una ventina di giovani artisti francesi, per risiedervi e poter lavorare insieme.

Ritorniamo nei pressi di Piazza Navona per un altro palazzo storico e parte dei Musei Nazionali di Roma: Palazzo Altemps.

L’edificio, che deve il suo nome al cardinale Marco Sittico Altemps, accoglie importanti collezioni di antichità e una significativa raccolta di opere egizie; nelle sale ancora in parte affrescate è possibile ammirare sculture greche e romane appartenute nei secoli XVI e XVII a varie famiglie della nobiltà romana.

 

Grande attenzione nel film è dedicata al Museo Nazione Etrusco di Villa Giulia che ospita all’interno i principali manufatti di questa antica civiltà; all'interno del museo è possibile ammirare anche prodotti greci di altissimo livello, confluiti in un'area che fu tra l'VIII e il V secolo a.C. uno straordinario punto d'incontro di genti diverse.

Non mancano, infine, le classiche tappe dei tour romani come Piazza Navona che deserta e notturna sembra dare il meglio di se nella pellicola del film e la sosta di fronte alla chiesa di Sant'Agnese in Agone che, insieme alla piazza, regala allo spettatore una delle scene più belle del Film.

Concluderei con la passeggiata di Jep nel Parco degli Acquedotti per ritornare sul dualismo iniziale, in questa scena ancor più evidente grazie al contrasto tra la figura del protagonista, di bianco vestito che passeggia tra le antiche rovine romane e lo scenario nello sfondo che si staglia fiero e bello…nonostante tutto. 

 

by kissItaly


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