15 Dec 2014

Milano Expo 2015


L’anno che verrà - come avrebbe cantato qualcuno - sarà un anno importante per l’Italia. Milano ospiterà la prossima Esposizione Universale, da Maggio a Ottobre assisteremo allo straordinario spettacolo di Expo 2015. Accantonando gli scandali di quel rovescio della medaglia che parla di sperperi, ritardi e disorganizzazione ci piacerebbe mostrarvi - in compagnia di un personaggio come Giacomo Biraghi - l’altra faccia dell’Italia, quella che c’è da sempre e sempre ci sarà. L’Italia che viaggia, conosce, innova, fa rete, produce, esporta e alimenta la curiosità di milioni di visitatori. Un’Italia ottima, quella degli ottimisti. Perchè per un paese che dal dopoguerra a oggi ha ospitato soltanto un’olimpiade e un mondiale di calcio, l’Expo rappresenta l’occasione della vita. Fare il giro del mondo all’interno di un’unica città, conoscere culture diverse, imparare nuovi punti di vista, scoprire, sapere, viaggiare, Milano 2015 è un’opportunità. Il tema, Nutrire il pianeta, energia per la vita, è la vera scommessa, soprattutto in un’epoca in cui un terzo della produzione agroalimentare viene gettato via mentre un terzo dell’umanità soffre o, peggio ancora, muore di fame. L’evento mira a ritrovare un rapporto più equilibrato e saggio col cibo e con tutte le altre risorse di Madre Terra, attraverso scenari ludici, intrattenimento, colori, sapori, scoperte. Imparare giocando, sapere viaggiando, conoscere cambiando prospettiva: questo è Expo 2015.

A Milano sono attesi oltre 20 milioni di visitatori e l’Italia, paese del turismo e del bello, non può che essere avvantaggiata da certi numeri. Expo 2015 è un Parco Tematico che supererà i 60 padiglioni con oltre 140 paesi partecipanti. Ai più pessimisti basti pensare che i padiglioni di Shanghai erano stati 42. Per il Belpaese l’indotto stimato sarà di oltre 25 miliardi di euro, 10 dei quali destinati al comparto turistico. Un’occasione unica per il patrimonio paesaggistico e culturale, per gli enti pubblici e i soggetti privati, per gli tutti gli operatori di settore, dall’enogastronomia alle strutture recettive. Expo 2015 parlerà la lingua del turismo, il fiore all’occhiello dell’Italia migliore.

Per entrare in atmosfera abbiamo incontrato un personaggio che di Expo e grandi eventi se ne intende, Giacomo Biraghi, la mente di #expottimisti; un neologismo, un motto, un’idea innovativa vincente che sarebbe riduttivo considerare soltanto una guida. Alla pagina www.expottimisti.it troverete il vademecum ideale per essere accompagnati per mano a bordo di quel treno di opportunità che risponde al nome di Expo Milano 2015.

Ciao Giacomo, e innanzi tutto grazie. Partiamo con una domanda impegnata: nell’epoca di sprechi e obesità paradossalmente contrapposti a fame e povertà imperanti, credi che il tema di Expo 2015 possa davvero aiutare l’umanità a riflettere e a cambiare rotta rispetto a valorizzazione, tutela e utilizzo più equilibrato di risorse vitali come il cibo, l’acqua e le fonti di energia?

Expo 2015 sarà un grande parco tematico, un evento di sei mesi per famiglie e bambini (come target preferenziale) che ha lo scopo di far divertire e far vivere esperienze uniche di edutainment. Sicuramente permetterà una riflessione, ma non ha lo scopo di sviluppare Carte di Valori, documenti finali ecc. (non va immaginato come una riunione di stati stile Kyoto che si riuniscono per produrre qualcosa). Ogni partecipante può interpretare liberamente il tema senza che si produca una sintesi finale comune.

Nel mondo di oggi, il più interattivo di sempre, assistiamo alla tendenza per cui organizzatori di eventi, movimenti politici, televisione e media hanno capito di aver bisogno di contributi, opinioni, feedback, proposte e partecipazione attiva da parte dell’utenza. Il flusso delle informazioni - fino a qualche tempo fa decisamente verticale - è oggi condizionato da rapporti orizzontali, sempre più bidirezionali. Personaggi e manifestazioni un tempo irraggiungibili sembrano ormai invocare la partecipazione dell’ultimo dei possibili utenti. Le comunità sono chiamate a partecipare; possono, vogliono e devono farlo. L’atteggiamento passivo e il pessimismo sono figli di un passato che altrove è sepolto e che da noi sta già morendo. Pensi che questa nuova prospettiva possa valere anche per la manifestazione delle manifestazioni, Expo 2015, appunto? Credi che la condivisione, il fare rete, l’interattività, come rivoluzione sociale dei giorni nostri, possano essere un valore aggiunto?

Sono convinto che la vera forza di questo Evento sia il fatto di aver affermato il network e l'aggregazione a geometria variabile come strumenti di governance efficaci. Grazie ad Expo istituzioni, attori differenti per interesse e peculiarità si sono ritrovati a lavorare assieme verso lo scopo comune (la realizzazione di questo grande evento che permetterà a Milano e al territorio di migliorare la propria visibilità e immagine, di costruire effetti indotti nel lungo periodo) pur mantenendo chiare le singole missioni.

Secondo te, quando il meraviglioso treno di Expo 2015 avrà chiuso i battenti, la rete di persone, valori, culture, sapere, infrastrutture e avveniristiche architetture resterà ancora in piedi? E se sì, potrà essere utile per un nuovo e definitivo rilancio del Belpaese?

Sono convinto che questo sistema si affermerà, un sistema, quello della rete, che porta a vantaggi per tutti. Expo, come altri grandi eventi, porta a questa comprensione che non può essere abbandonata. Per quanto riguarda le infrastrutture: il sito di Expo 2015 sarà smantellato in quanto il BIE (Bureau International des Exposition, l'organizzazione che gestisce le Esposizioni) stabilisce questo come regola delle Esposizioni Universali.

Per concludere ti pongo la domanda più complessa, perché apparentemente la più semplice. Oltre alla faccenda non da poco di essere italiani - che in sé potrebbe bastare -, ci daresti un altro buon motivo per essere #expottimisti?

Io sono expottimista perché ho visto e continuo a vedere le opportunità che questo evento ha creato e sta creando, strumenti messi in campo per permettere a tutti di partecipare, di mettere del suo. Essere expottimisti perché Expo è un evento di tutti, non esiste un unico attore con il quale interagire, ma tutti i partecipanti, le istituzioni sono attori che rappresentano una possibilità. Molto è stato fatto e si sta facendo per confermare ed affermare questa expo come un'expo democratica. Un esempio fra i tanti: expo in città, il calendario coordinato di eventi che accadranno nei sei mesi di Expo 2015 a Milano e provincia. Uno strumento creato da Camera di Commercio e Comune per permettere a chiunque ha eventi da proporre di essere inserito in questo calendario ed essere parte dell'offerta cittadina nei mesi che saranno la vetrina italiana sul mondo (www.expoincitta.com).           

E allora grazie di cuore, Giacomo, e arrivederci a Milano Expo 2015. Anche noi ci saremo, e anche noi saremo ottimisti! Come potremmo non esserlo? La nostra missione è raccontare il paese più bello del mondo, perché la bellezza, per noi, ha i colori dell’Italia.

(Photo via web)

Emanuele Valere by KissItaly


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