29 Oct 2014

I Teatri nascosti d'Italia


La storia dell’Italia è impregnata fin nelle sue fondamenta di arte e cultura, di bellezza e genio, e questo per la tensione creativa che caratterizza la gente, gli artisti, i pensatori che la hanno abitata.

Fin dalle epoche più remote della nostra civiltà lo Stivale ha visto un fiorire incessante di luoghi di cultura, di creazione artistica, spazi di conoscenza, che hanno contribuito alla formazione di ciò che oggi è diventata la ricca cultura mediterranea.

Dopo il roseo periodo classico, con l’affermazione del teatro greco e romano, seguì l’età medioevale in cui il teatro abbandona i grandi edifici: la Chiesa Romana lo bandisce, lo classifica come attività legata al culto del demonio, e lo costringe a spostarsi in strada, clandestinamente, con apparizioni fugaci e strutture temporanee o comprimendolo dentro i riti cattolici, legati alla celebrazione delle festività religiose. E’ per questo che i primi teatri successivi all’epoca classica di cui abbiamo traccia, risalgono al XVI e XVII secolo. Nel corso del Settecento, invece, vi è un proliferare di edifici teatrali in tutta la Penisola, con la definitiva affermazione del cosiddetto teatro all’italiana, grazie alla florida attività di grandi teatri siti nelle maggiori città che hanno portato l’arte teatrale italiana, ma anche straniera, alla fama mondiale.

Il viaggio che noi vogliamo fare è però un percorso inconsueto da nord a sud della penisola; un viaggio alla riscoperta dei teatri meno conosciuti, a volte nascosti, dimenticati, ma che comunque hanno dato il loro contributo alla diffusione dell’arte teatrale e la cultura nel nostro Paese.

Il nostro viaggio ha inizio tra i canali della laguna di Venezia; qui molti degli antichi teatri sono oggi scomparsi, sostituiti dai maestosi palazzi della città.  Passeggiando immersi nell’atmosfera veneziana potrà però capitarvi di imbattervi nel Teatro San Gallo, dalla storia relativamente recente ma molto particolare. Infatti, al contrario di come spesso accade, questo teatro nacque nel 1924 come cinematografo e solo con il nuovo millennio venne trasformato in teatro; dopotutto la “Belle epoque” francese è appena passata e anche la laguna veneta, finito il conflitto mondiale, è contagiata dal fascino delle nuove tecnologie novecentesche.

Torniamo ora sulla "terraferma", nella vicina Mestre, dove ci imbattiamo in una costruzione in mattoni rossi. E’ il Teatrino della Murata, con i suoi 70 posti; è stato inaugurato nel 1970 e si trova in una struttura all’interno delle mura medievali della cittadina veneta. Nonostante le sue minute dimensioni vanta nomi di tutto rispetto tra gli interpreti che vi si sono esibiti: Roberto Benigni, Marco Messeri, Nico Pepe, Marco paolini, Lella Costa, Sabrina Guzzanti e molti altri. 

Lasciamo la costa dirigendoci verso l'interno. Prima di arrivare a Milano facciamo un salto veloce a Verona, questa volta non per l’Arena, ma per il bellissimo Teatro di verzura del Giardino Pojega di Villa Rizzardi. Il teatro è ricavato plasmando la vegetazione, facendola conciliare perfettamente con l'architettura. Le forme e la struttura stessa del teatro ci riportano idealmente tra le pietre bianche dei teatri greci. Tra le siepi geometriche e i prati perfetti l’atmosfera è assolutamente unica. Un’ultima boccata d’aria fresca prima di immergerci nella grande Milano.

Dopo un veloce sguardo al Teatro La Scala ci dirigiamo a Palazzo Litta al cui interno si nasconde l’omonimo teatro. Esso fu costruito in un’ala del palazzo tra il XVII e il XVIII secolo ed è il più antico teatro in attività di Milano; il Teatro Litta nasce, e rimane tutt’ora, come un teatro “aristocratico” dedito ad eventi culturali e teatrali per la borghesia milanese. E' dotato, oltre alla sala teatrale, di un elegante foyer e di una caffetteria.

Salutiamo la Lombardia e arriviamo nella bella Toscana. Siamo a Firenze e certamente la tentazione di visitare il Teatro della Pergola è tanta ma resistiamo, perché abbiamo un appuntamento in via Ricasoli per conoscere il seicentesco Teatro Niccolini. In verità il nome originale era il più simpatico “Teatro del Cocomero”, come l’antico nome della via sulla quale è sito. Oggi il teatro è chiuso e nonostante i lavori di ristrutturazione e adeguamento siano iniziati nel 2007 le porte sono ancora sbarrate.

Dalle bellezze fiorentine passiamo d’un fiato a quelle romane. Nella capitale, dopo la foto di rito al Colosseo, ci dirigiamo al Teatro Capranica, nell’omonima piazza. Risalente al 1450, anno in cui venne costruito il palazzo che lo ospita, il teatro restò in attività fino al 1699 quando chiuse a causa dell'ostilità della Chiesa nei confronti degli spettacoli teatrali, riaprendo solo nel 1711. Venne utilizzato dal 1922 al 2000 come sala cinematografica e dal 2005 è diventato un centro congressi e occasionalmente accoglie concerti musicali.

Dopo aver fatto il pieno d’arte a Roma, discendiamo lungo il versante tirrenico e ci fermiamo nella magnifica Nàpule. Il Teatro San Carlo ci guarda da lontano invitante, ma noi abbiamo già altre due tappe da percorrere in città. La prima è il Teatro Sannazaro, della seconda metà dell’800. Sito in una delle più eleganti strade di Napoli, nel quartiere Chiaia, si presenta a prima vista come un carinissimo caffè all’aperto dal nome “Il caffè di donna Luisa”, ma all’interno nasconde ben più d’un bar. Il primo di Napoli ad essere illuminato con la luce elettrica nel 1888, il Teatro Sannazaro fu per tutto il ‘900 banco di prova dei più grandi artisti della storia recente della città campana.

La seconda tappa napoletana è il Teatrino di Corte ubicato all’interno del Palazzo Reale. Venne realizzato nel 1768 sostituendo la sala dedicata ai balli reali e rimase intatto fino allo scoppio del secondo conflitto mondiale, durante il quale fu gravemente danneggiato durante i bombardamenti che ne distrussero l’intero soffitto. Ristrutturato dopo la guerra, oggi è utilizzato per piccole opere e spettacoli musicali.

Finiamo il nostro viaggio teatrale più a Sud; attraversando lo Stretto tra Calabria e Sicilia ci dirigiamo verso Palermo. Qui avremmo voluto fare uno strappo alla regola e portarvi a visitare il famoso, classicheggiante ed enorme Teatro Massimo, ma casualmente ci siamo imbattuti in qualcosa di molto più piccolo, direi minuscolo, ma di una bellezza senza fine. Così dal teatro annoverato tra i più grandi d’Europa, dirottiamo tutta la nostra attenzione al Teatro Ditirammu. I posti sono solo 52 e per poco non restiamo alzati, ma ne vale la pena. Il piccolo teatro si trova nel centro della città in via Torremuzza ed è abbastanza recente, inaugurato solo nel 1998. Inoltre, se proprio i posti sono tutti esauriti, potete visitare l’adiacente cantoMUSEO dove è raccontata la storia di un’antica famiglia teatrante palermitana.

Il nostro viaggio è stato lungo e ricco di sorprese. Abbiamo conosciuto piccole realtà teatrali, alcune floride, altre purtroppo meno, realtà artistiche che oggi in Italia faticano spesso a sopravvivere. Ma la nostra è una storia troppo grande e bella per arrendersi. Lo spettacolo deve sempre continuare. 

 

 

(photo via web)

Andrea Foti by KissItaly


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