26 Mar 2014

A passo lento…


Piccoli borghi dal sapore antico, antiche tradizioni e prodotti enogastronomici che, più che semplice cibo, rappresentano un vero e proprio manifesto culturale; ecco perché l’Italia è la meta ideale per chi vuole intraprendere una vacanza sostenibile.

Negli ultimi anni questo settore del turismo è in  forte ascesa e si fa sempre più strada l’idea che, chi  soggiorna in un paese, debba contribuire a conservare cultura del luogo e a rispettare l'ambiente naturale circostante; sostenendo e favorendo la crescita economica e il benessere della popolazione locale.

Il turismo sostenibile diventa così una vera e propria filosofia di vita che impone di ripensare i modi e le forme del viaggiare verso un approccio consapevole al territorio, rispettoso dell'ambiente e delle culture,

che si realizza attraverso una partecipazione attiva alla loro conservazione e sostentamento.

Questo nuovo stile, certamente più slow, consente al turista di scoprire tutte le sfaccettature di un territorio, lo rende protagonista e partecipe della cultura popolare visitata e dello sviluppo dell’economia locale; è un turismo “durevole” nel senso che la domanda turistica deve essere programmata e gestita dal territorio sul medio e lungo termine al fine di creare un  rapporto armonico tra la crescita economica e la tutela del territorio. Da qui deriva una seconda caratteristica: la pianificazione; cioè  un’analisi ponderata delle condizioni presenti sul territorio e delle prospettive future; per comprendere meglio questi due concetti basti pensare alle visite turistiche nei Borghi più belli d’Italia, luoghi meravigliosi ma che certamente non possono gestire flussi turistici massicci. La ricchezza di questi luoghi va assaporata con calma e lentezza, in piccoli numeri ed è per  questo che una pianificazione dei flussi consente una piena sinergia tra territorio e turista, creando al contempo un rapporto durevole e sostenibile nel tempo.

Il turismo sostenibile deve, inoltre, integrare le varie caratteristiche del luogo, gli elementi paesaggistici con quelli architettonici, gli  aspetti enogastronomici con quelli culturali, diversificando al contempo la proposta e facendo rete con le realtà circostanti.Ultimo elemnto della ricetta sostenibile è la “partecipazione” di tutti i soggetti, sia nella fase decisionale, sia nelle dinamiche realizzative, al progetto;  pensate all’artigiano che apre la sua bottega per rendere partecipe il turista nella realizzazione del suo manufatto, il turista non visita semplicemente una bottega, ma ne diventa parte condivedendo tutto quello che c'è dietro un prodotto.

Ecco perchè l’Italia con i suoi borghi, con le sue secolari tradizioni, con le innumerevoli particolarità locali presenti ovunque, rappresenta una meta ideale per il turismo sostenibile, ed elencarle tutte diventerebbe un’impresa impossibile; per questo abbiamo scelto per voi una meta particolare da vivere a passo lento: la via di San Francesco.

Nel 2010 la provincia di Rieti ha vinto il premio del Turismo Responsabile, proprio per gli sforzi compiuti dalle comunità locali nel realizzare un percorso turistico sostenibile sul piano economico, e nel pieno rispetto delle tradizioni storiche e culturali.

La via di San Francesco non è solo un cammino spirituale ma un percorso ad impatto ambientale zero, capace di sensibilizzare e rendere protagonisti i residenti e gli attori locali, che consente al turista di essere consapevole che la ricchezza maggiore del loro viaggio è il contatto con la popolazione locale e la possibilità di conoscerne le usanze e le tradizioni. 

Si parte da Fonte Colombo per giungere a Colle Posta, sulla strada per arrivare a Greccio, si domina tutta la Valle Santa a 360 gradi: a sud la Val Canera; a nord la piana reatina, sovrastata ad est dal Monte Terminillo​; ad ovest l’abitato di Contigliano ed in lontananza Greccio.

Altra tappa mozzafiato è il bellissimo centro di Poggio Bustone, posto proprio alle pendici del Monte Rosato a 756 metri di altitudine domina la Valle Santa, in cima al piccolo agglomerato di case laziali famoso anche per avere dato i natali al cantante Lucio Battisti.

Nel 2003 quando è stato inaugurato, il Cammino di San Francesco era localizzato solo nel territorio della conca di Rieti, la Valle Santa reatina, in un'area di 80 km. Oggi il Cammino è stato integrato con altre tappe che hanno avuto un ruolo importante nella vita del Santo. Nasce così un cammino che coinvolge tutte le patrie di San Francesco: da Assisi si giunge a Roma passando per Rieti e la Valle Santa.

Per facilitare i "pellegrini" lungo tutto il percorso del Cammino di Francesco è presente una segnaletica in legno; anche nei centri abitati poi sono presenti delle indicazioni  sulla pavimentazione che indicano la direzione da prendere per terminare le varie tappe. Tappe che è appunto possibile fare a piedi, ma non solo, tappe che vanno necessariamente vissute con lentezza.

LUCA L. by kissItaly


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